martedì 31 maggio 2011

L'amore a colori

Il Luogo del Cuore è un libro che vuole raccontare di una storia d'amore tre due persone di etnie diverse, una lei italiana e un lui senegalese... un amore diverso, colorato, che può dividere ma anche unire due persone che all'amore ancora ci credono.
Narra anche della condizione di un uomo in una terra che non è la sua, di quella malinconia che ti pervade quando senti al mancanza della tua gente, della tua cultura..Si, legge in una nottata... assicurato!
Voglio ringraziare Bianca Isalou per la segnalazione e per i suo gusti sempre ottimi e apprezzati! ^_^

“ Il Luogo del cuore”, una storia un’amore. Edizioni dell’arco.

di Donata Testa (1955) . Da anni si occupa di corsi di avvicinamento alla cultura 
africana nelle scuole materne ed elementari della provincia di Torino.



NOTTE
Cerchi un sasso, trovi una piuma. 
Cerchi un sole, trovi la luna. 
Cerchi e non trovi. 
Cerchi e trovi altro. 
E in tutto questo nostro infinito tragitto del cercare, capita che un uomo possieda una donna desiderandone un’altra, che una donna si lasci prendere sperando una diversa mano, un diverso respiro. Eppure quel darsi al contrario, per sbaglio o bisogno è un trovare, un rapido e caldo trovarsi che allarga e non dev'essere gettato mai, per alcun motivo. 

Nel sonno sento un corpo raggiungermi, divenirmi parte. 
Sono sdraiata sul fianco.
Il corpo mi è addosso. 
Sento mani ruvide percorrere la schiena, farsi strada e cercare i seni.
Li toccano, ruotano loro intorno come giostra impossibile a lasciarsi, a essere frenata. 
Ditra prendono i capezzoli, li avvitano, li riavvolgono come filo disordinato e li tirano e impongono durezza. 
Ancora mani scendono e violente dita sfregano e arrossano cercando la fessura grande, la vagina. 
Attraversano prepotenti e cattive le labbra, pretendono il desiderio che c’è, sta arrivando e toglie il respiro. 
Mani forti entrano nella casa già umida, aperta per ricevere ospite inaspettato. 
Il corpo mi gira con movimento deciso e la bocca è sul seno. 
Le labbra aspirano il capezzolo rigido. 
Beve il mio latte. 
Sta li, la testa sul ventre e beve latte fermo, alimento dimenticato di figli. 
Sono donna e madre di un uomo che si nutre e mi scioglie. 
Lo tocco e mi piace il sentito. 
Con scatto entra nella casa. 
Ne diviene padrone. 
La gira e la rigira come sua. 
Si muove per sé ma conosce ciò che si costruisce tra due. 
Vuole farsi libero slegando il nodo. 
Non ha fretta e mi muove, dirige le mie mani e se le posa sul petto. 
Lo percorro intero, m’infilo tra i peli come cespugli arricciati e afferro i piccoli bottoni dei suoi capezzoli e vorrei morderli e anche possederli, farli entrare anch'essi come quella piccola parte, frazione misera di un intero che intanto mi possiede con cura. 
Io parlo e parlo a vanvera,dicendo il vero e gemo e sono piena del suo pene, che se ne va in alto cosi in alto da farmi divenire un piccolo punto, solo quel punto,e lo voglio, lo voglio questo corpo che sale nel mio, che si arrampica come scalatore, che va a cercare le soffitte e desidero la sua acqua a riempire e lavare. Divenga mia parte e con me circoli sia sangue, ossa, occhi con forza sigillati.
L’uomo sta lassù, si sposta fin dove può, sale con le gambe, le anche, le braccia,il petto. 
Sento il respiro farsi affanno e so che è arrivato in cima, ha percorso la strada e ora mi saluta con la mano, si congeda. Vorrei che adesso potesse entrarmi completamente e per sempre, come quando da bimba volevo il mare, non fare il bagno, ma essere mare. E in quest’attimo del suo liquido sparso, vorrei sparire in lui risucchiata. 
Dissolvenza incrociata e all'istante, fusione totale, assenza di uno, di me. 
Mi rigiro e trattengo, chiudo le porte di casa. 
Separo il dentro dal fuori. 
Lo tengo al riparo. 
Non apro gli occhi bendati dalla paura. 
Soltanto ascolto il corpo. 
Non voglio lo svelamento: sogno realtà lui un altro. 
Ricerco il respiro tranquillo del sonno. 
Quando un uomo visita così la mia casa è per un sempre escludente. 
Nessun’altro può possederne la chiave. 
...
Ascolto con calma il suo andarsene e già mi manca. 
Desidero essere sogno e sentire il sogno intorno, come scialle leggero, piuma di vita. 


lunedì 30 maggio 2011

Punto e a capo


Mettere un punto e andare a capo... ricominciare a scrivere un altro periodo... anche ieri si parlava di voltare pagina, di prendere decisioni... certe scelte ci appaiono avventate, in realtà è che evidentemente qualcosa non sta funzionando... è come voler vestire a tutti i costi una taglia 40 quando indossiamo una 44! Manca l'aria, ci si innervosisce, e il risultato allo specchio non è dei migliori... se c'è un malessere vuol dire che qualcosa in quella determinata situazione sta andando male... poi magari la colpa è degli ormoni, di quelle fragilità labili che tutti abbiamo... Non è dato sapere se le scelte fatte, dettate dall'impulsività, sono giuste o sbagliate, sarà il tempo a parlare, come sempre.Magari si deluderà qualcuno, ma la vita mi ha insegnato che non si possono soddisfare tutti... 

domenica 29 maggio 2011

Un capitolo chiuso... ne inizia un altro?


Capita di chiudere una situazione, ma riflettendoci, una chiusura non è sempre da vedere come un qualcosa di negativo... è una tappa raggiunta, è comunque una crescita. 
Queste considerazioni sono frutto di un pensiero letto su Facebook condiviso da una  bellissima donna, nel quale esternava la sua volontà di voler chiudere un blog, il suo blog ... ho sorriso leggendo quelle righe, nonostante io sia una pessimista ho pensato che quel gesto fosse positivo, che non stava chiudendo per distruzione o per scappare da verità scomode, ma semplicemente la crisalide si è svegliata, pronta a prendere il volo verso nuove mete, nuovi blog....Un capito chiuso, che ha segnato, ha fatto commuovere, esultare un cuore... un percorso di vita vissuto... 
Poi c'è anche chi chiude un qualcosa a causa di  un carattere distruttivo e nei momenti di rabbia cancella tutto quello che ha costruito, lo so bene perché è anche una mia tendenza, è una sorta di autopunizione che  ci si infligge per aver osato sbagliare, c'è chi mi dice che forse sono troppo severa con me stessa, e in parte è cosi... Si riesce ad essere calmi e riflessivi quando si tratta di dover affrontare le spigolosità degli altri, pronti a indossare l'armatura per sconfiggere i draghi delle persone che si sono vicine,  ma quando si tratta delle nostre spine, dei nostri draghi, bè si tende a rimandare, a nascondersi dietro giustificazioni plausibili e meno.... mamma mia che pasticcio che riusciamo a combinare!
Rosathea