sabato 13 dicembre 2014

Essere o non essere... un buon dominante

Quando leggo i decaloghi per "essere un buon dominante" mi viene da sorridere, istruzioni sull'uso e abuso di un ruolo che è strettamente legato alla personalità di un essere umano. 
Ciò che qualcuno non prende in considerazione è che essendo diversi abbiamo anche esigenze diverse e che, a mio avviso, è molto importarte parlare, instaurare un dialogo, proprio per avere un minimo di conoscenza, per verificare se c'è affinità e se ciò che cerca l'uno cerca anche l'altro.
Non sempe è facile per un sottomesso mettersi a nudo e per mettersi a nudo non intendo spogliarsi dei vestiti, ma esternare quelle che sono le fantasie più recondite, i desideri che sino a ieri si sono ritenuti incoffessabili, un dominante deve diventare un buon ascoltatore, indipendentemente se si sta cercando un rapporto occasionale o più duraturo, si possono cosi comprendere e accettare  i limiti e nell'eventualità superarli insieme, aiutando il proprio schiavo a sviluppare il proprio istinto di sottomissione.
Un buon dominante ha sempre voglia di mettersi in gioco, d'imparare le tecniche corrette di una determinata pratica, ( ovvio che non puoi solo imparare le tecniche,occorre mettere del proprio... essere una buona dominante non significa timbrare un cartelino e infilarsi una divisa) ... un buon dominante non colpisce solo il corpo di uno schiavo, ma penetra nella mente e questo non si può imparare in nessun sacro libro del bdsm, 
nessun diploma certifica la qualità di un ruolo, sia esso dominante o sottomesso, la formazione avviene con l'esperienza così come nella vita.