martedì 3 maggio 2011

C'est l'amour...

Chissà perché è sempre la notte a generare fermento nel mio animo già inquieto.
Oggi pensavo a quanto sia difficile parlare di sentimenti... specialmente di amore poi! C'è sempre il rischio di essere scontati, di cadere nella banalità... quando c'è l'amore di mezzo, ci si aspetta parole romantiche, forbite... ma io, preferisco la sincerità, preferisco essere diretta.
Il problema è che vogliamo fare tanto le persone emancipate,  che dell'amore, e di tutto quello che gira intorno a questo pazzo sentimento, non ci importa nulla... non so, ma non riesco a crederci... si dice: "no,l'amore con me ha chiuso"...e poi, vedi trasparire da un semplice sguardo o da una frase buttata lì in un momento di debolezza,  la voglia di un abbraccio, di un bacio appassionato stile Hollywood, di una carezza inaspettata... insomma il contorno di quel sentimento ci manca...cosi come il coraggio di dire: Io voglio amare ancora, nonostante le bastonate prese nelle precedenti relazioni! 
Desiderare le mani di lui, o lei, che toccano, sfiorano... desiderare l'amore...ma poi, lo abbiamo davvero capito cos'è l'amore? Siamo davvero in grado di gestire questo sentimento?
Mi viene in mente Gaber:
L'equazione
E quando fuori dalla tua finestra il cielo si fa più grigio...
e quando dentro ai tuoi pensieri si insinua un senso di amarezza...
e quando avverti una crescente mancanza di energia...
e quando ti senti profondamente solo...
ecco, quello è il giorno dell'appuntamento col bilancio della tua vita.
Generalmente non è un bel giorno. E non tanto perché il cielo si fa unpo' più grigio... quanto perché tu ti fai un po' più schifo.
Dunque: il lavoro. Beh, il lavoro… non manca. Voglio dire: c'è anche chi ce l'ha. Ma, in genere, non gode.
Impegno sociale, morale, civile… mi viene da ridere.
La salute, finché uno ce l'ha non ci pensa. Non resta che l'amore, lasfera degli affetti, dei sentimenti, che forse dentro è la cosa checonta di più, e poi, quella almeno, ce la scegliamo da noi… un disastro!
Ma se si fallisce sempre, ci sarà una ragione. Dov'è che si sbaglia, eh? Colpa mia... colpa tua... No, io a quelle cose lì non ci credo.L'errore dev'essere 'prima'. Non una cosa recente. Probabilmente dabambino: un errore che ha influenzato tutta la nostra vita affettiva;chi lo sa, forse il famoso Edipo, forse 'mamma c'è n'è una sola'. Anchetroppa. Oppure nonni, zii, fratelli... insomma, figure, fotografiedell'infanzia che rimangono dentro di noi per tutta la vita.
Sì, un errorino, certo, impercettibile, che poi col tempo si è ripetuto, moltiplicato, ingigantito, fino a diventare gravissimo, irreparabile.
Già, ma perché l'errore si ingigantisce? Dev'essere un po' come quando a scuola facevamo le equazioni algebriche. Cioè, tu fai uno sbaglietto,una svista, un più o un meno, chi lo sa... È che poi te lo porti dietro, e nella riga sotto cominci già a vedere degli strani numeri. E dici: va be', tanto poi si semplifica. E poi numeri sempre più brutti, piùgrossi, sgraziati anche. Addirittura enormi, incontenibili, schifosi.

E alla fine: x = 472.827.324 fratto, radice quadrata di 87.225.035 + c

E ora prova un po' a semplificare!
Non c'è niente da fare. La matematica deve avere una sua estetica: x =2. Bello!
La semplicità.
Forse, per fare bene un'equazione è sufficiente avere delle buone basi.Ma per fare una storia d'amore vera e duratura è necessario esserecapaci di scrostare quella vernice indelebile con cui abbiamo dipinto inostri sentimenti.




Buona notte




4 commenti:

  1. Accidenti a Facebook che ha ammazzato i blog (o almeno li ha fatti ammalare gravemente). Lì avrei cliccato "mi piace" e morta lì. Il blog mi costringe a ragionare subito. Senza spaziare, ma fermandomi su una sola cosa.
    E allora tiramolo fuori, questo commento.
    Alla fine sì, Gaber alla fine ha ragione. Non so se il numero dell'equazione è 2 o 3 o 4, ma alla fine quello di cui abbiamo bisogno per sentire una pienezza è l'amore. E l'amore per i figli non basta, perché sono parte di te, serve un amore che sia stato scelto. Certo, ne puoi fare a meno, e vivere anche bene. Ma non è la stessa cosa

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  2. Scegliersi un'amore...già... a parole sembrerebbe facile ma la realtà dimostra che invece è estremamente difficile e complicato.
    Per coltivare un amore, occorre "investire" tempo e impegno e in un periodo di crisi profonda come quello che stiamo passando,anche questo genere di investimento può apparire rischioso, azzardato... si preferiscono amori precotti e possibilmente take away...
    L'amore è diventato una sorta di virus da vivere con i guanti di lattice, togliendoci il piacere del tatto e le sensazioni di velluto che fanno venire i brividi al cuore. C'è chi attribuisce colpe alle donne e chi agli uomini ma non si può catalogare sempre ogni cosa, le colpe sono un pò di tutti, di chi ha smesso di credere e di chi ci crede troppo, di chi non guarda oltre l'apparenza e chi vive con una lente d'ingrantimento ogni rapporto... problema di equilibrio alla fine, dovremmo diventare tutti funamboli...

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  3. Brava! Il tuo blog è molto bello. Ti invito a leggere il mio sito www.veritaeamore.nelsito.it

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